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Commercialisti e notai all'attacco, CNF arroccato, e una provocazione. Insomma: si parla della riforma della professione.

Materia: Attualità - Fonte: Renato Savoia - 25.03.2009
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Abstract: I notai chiedono di poter accedere alle separazioni, i commercialisti pure, il CNF agogna il ritorno delle tarifffe minime, mentre l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato rampogna un po' tutti.




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Nello spazio di pochi giorni:

- i notai si propongono come nuovi "conciliatori" per le separazioni;

- i commercialisti pure;

- il Consiglio Nazionale Forense chiede il ritorno delle tariffe minime vincolanti;

- l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato pubblica l'indagine conoscitiva sugli Ordini professionali, e emette un comunicato stampa in cui chiede "un intervento del legislatore volto ad emendare la legge Bersani, prevedendo:
1) l’abolizione delle tariffe minime o fisse;


2) l’abrogazione del potere di verifica della trasparenza e veridicità della pubblicità esercitabile dagli ordini;

3) l’istituzione di lauree abilitanti;


4) lo svolgimento del tirocinio durante il corso di studio;


5) la presenza di soggetti ‘terzi’ negli organi di governo degli ordini".

- il Consiglio Nazionale Forense emette un comunicato stampa in cui esprime il rallegramento perchè l'AGCM avrebbe "vagliato favorevolmente il codice forense" (??? Mi domando cosa avrebbe scritto, l'AGCM, se non avesse vagliato favorevolmente ...).

* * *

My two cents:

a) liberalizziamo le singole professioni al loro interno (quindi: via tariffe minime e massime, via ogni divieto alla pubblicità...);

b)  fissiamo e facciamo rispettare i paletti tra le diverse professioni, lasciando  ovviamente aperte e favorendo la possibilità di collaborazioni interprofessionali, anche in forma associata senza limiti di sorta (l'avvocato può dunque lavorare in forma eventualmente anche associativa con chiunque, ma "facendo" l'avvocato).

* * *

La risposta - alla crisi, alle aspettative dei consumatori, alle direttive europee - può essere: tutti facciano tutto? Secondo me, no.

 

Renato Savoia

 

P.S.: e in un'ottica di liberalizzazione e di pari condizioni non deve essere consentito offrire lo stesso tipo di servizio a differenti condizioni, ma per questo ... alla prossima puntata!