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Dalle risate dei costruttori per il terremoto alle risate degli avvocati per il naufragio? (Ma no, l'Avvocatura per fortuna non è tutta così)

Materia: Costa concordia - Fonte: Renato Savoia - 18.01.2012
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Abstract: Perchè tacere significherebbe accondiscendere



Siamo tutti inorriditi, credo e spero, nello scoprire che vi era chi al momento della tragedia del terremoto rideva pensando agli immobili da costruire.

 

Ebbene, lo stesso effetto l'ho avuto nel leggere ieri le proposte di offerte di "disponibilità" da parte di colleghi (il minuscolo è voluto) che non hanno perso tempo nel dichiararsi pronti per "aiutare" i trasportati e familiari degli stessi della nave Costa Concordia.

 

Non darò qui i link, perchè sarebbe inevitabilmente ulteriore pubblicità gratuita a comportamenti del tutto sgradevoli (e, forse, deontologicamente scorretti, ma a questo penseranno i Consigli dell'Ordine cui ho già inviato la segnalazione per gli opportuni provvedimenti), ma non è difficile trovarli sul web.

 

Quello che voglio dire, avendone parlato con alcuni Colleghi questa mattina in tribunale e già da ieri sera nei social network (e anzi proprio a una di loro devo il paragone con le risate dei palazzinari) è che la stragrande maggioranza dell'Avvocatura è cosa DISTINTA e DISTANTE da comportamenti che non trovo altro termine per definire se non SCIACALLESCHI.

 

Naturalmente mi sono molto interrogato, se fosse  opportuno parlarne pubblicamente o piuttosto tacere: ma credo che ci siano occasioni nella vita in cui tacere significa avallare. 

 

E io non me la sento, di avallare un comportamento che ritengo sicuramente moralmente disgustoso e, a mio avviso, pure deontologicamente scorretto: la notte viene anche per me, e io gradirei poter dormire.

 

Non è questa l'Avvocatura di cui faccio parte, non voglio che questa diventi la regola di comportamento.

 

Se sono io a essere retrogrado, ditemelo: non perchè io cambi, ma perchè ne prenda atto, e vada a fare dell'altro.

 

                                                                                          Renato Savoia