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Più che l'avvocato poté la pazienza

Materia: Attualità - Fonte: Renato Savoia - 22.03.2012
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Abstract: Lettura vietata agli avvocati (perchè loro non ne hanno affatto bisogno, credo :)



  Confesso: ero molto tentato di inaugurare con questo pezzo una nuova rubrica fissa, e chiamarla "Tips and tricks" ("trucchi, consigli"): in realtà non ho la più pallida idea se mai tale rubrica sorgerà, e anzi in questo momento propendo per il no, perciò va presa solo per quel che è ovvero il racconto di una vicenda capitata al sottoscritto (assolutamente vera, anche se per ovvie ragioni i nomi sono di fantasia) da cui prendere spunto per comportamenti da tenere in casi analoghi (e che possono tornare utili nel momento in cui dobbiate rivolgervi ad un avvocato).


  Vengo contattato al cellulare verso fine gennaio da "Marco di Vattelappesca" (ovvero il gestore telefonico con cui ho un contratto da alcuni anni): visto che sono in auto e tanto devo arrivare a destinazione, decido di ascoltarlo invece che chiudere immediatamente la conversazione.
 
  Premessa necessaria: il mio contratto in essere è del tipo,  adesso divenuto la norma ma al tempo in cui lo sottoscrissi decisamente innovativo, che prevede, a fronte di un canone mensile, X minuti di traffico verso qualsiasi operatore, Y messaggi verso qualsiasi operatore, Z Giga di traffico internet. Essendo per l'appunto un contratto oramai "vecchiotto" la soglia di traffico internet incluso è 5 volte quella attualmente offerta, tanto per essere chiari, così come il canone attuale è superiore di circa il 50%: insomma, finché posso me lo tengo stretto, visto che in anni di utilizzo non ho mai superato le soglie* e quindi mi va assolutamente bene.

  Il Marco di turno ha un'offerta "solo per me", mi dice con tono tipicamente esagitato ovvero: se mantengo il mio attuale piano (in termini di costo, traffico telefonico, sms e internet) per 30 mesi, mi viene dato in omaggio uno smartphone di quelli che la gente nel mondo fa la fila per comperare quando esce un modello nuovo [di seguito "smartcoso"].

  Messa così suona bene: mi garantisco altri 2 anni e mezzo con un contratto che mi va benone, e in più mi danno un aggeggio che costerebbe oltre seicento eurini.

  Non so se centri il fatto di essere avvocato, e quindi portato a essere sospettoso o se mi  venga di natura, ma chiedo qualche giorno per decidere e che intanto mi venga inviata, via mail, l'offerta nei termini descritti.

  Così puntualmente il giorno dopo mi arriva la mail, che riassume esattamente quanto mi era stato detto, e altrettanto puntualmente dopo 3 giorni vengo ricontattato per conoscere le mie intenzioni e, dato che ero d'accordo nell'approfittare di questa offerta, concludere il contratto a mezzo della registrazione vocale.

  Fatto il tutto, la telefonata si conclude con Marco che mi conferma l'arrivo dello smartcoso nel giro di una settimana.

  Poi succede che l'Italia si blocca per la neve, io ho altro a cui pensare, insomma passano i giorni, e arriviamo a venti dopo la conclusione dell'offerta e qui di smartcosi non se ne vedono.
 
  Chiamo il servizio clienti: parlo con Anna, "qui non risultano promozioni attive".

  Mettiti di buzzo buono, spiega la vicenda, e alla fine mettiti d'accordo nell'inviare la stampa della mail via fax (e questa è proprio una cosa che non ho capito: cioè, potevo tranquillamente girare la mail, invece ho dovuto stamparla, in un altro foglio riassumere la vicenda e inviarla... mah!).

  Passa qualche giorno, di smartcosi neanche l'ombra.
 

  Richiamo. Risponde Mario. Rispiego. Re-invio la LORO offerta. "Attenda qualche giorno, per cortesia".

  Facendo finta di essere  un uomo paziente, paziento.

  Richiamo dopo qualche giorno. Risponde Genoveffa, a cui devo ovviamente rispiegare la storia daccapo. Questa volta (non so se perché sente che sto perdendo la pazienza) arriviamo a un primo passo in avanti, ovvero: intanto mi spiega che il problema è che l'offerta che mi è stata fatta ("da un loro venditore!", come puntualizzo ogni volta) in realtà non esiste. Ovviamente (e qui il background legalesco aiuta) osservo che visto che ho aderito a una LORO offerta del problema del sistema che "non prende l'offerta" non mi importa moltissimo... Alla fine, dopo avermi fatto inviare per la terza volta la stampa della loro mail e la cronistoria della vicenda, arriviamo se non altro ad un compromesso. Cioè mi attiva intanto un piano tariffario diverso (più caro, naturalmente!, e a fronte di minori servizi) però intanto mi fa arrivare lo smartcoso e nel frattempo manda avanti il mio reclamo.

  In effetti, nel giro di qualche giorno lo smartcoso arriva: qualcosa si muove.

  Ovviamente chiamo per l'ennesima volta il servizio cliente, che adesso voglio verificare quale sia il piano tariffario in vigore.

  E' quello "a tariffa piena".

  Occhei: rispiego (a quante rispiegazioni sono arrivato? Oramai mi son perso...) questa volta a Giovanni tutta la vicenda. Fortunatamente a video vede lo storico delle mie chiamate delle ultime 3 settimane: mi promette l'applicazione di uno sconto sul canone, del 25%.

  Voglio dargli fiducia (non che mi vada bene, sia chiaro, ma per vincere la guerra occorre passare per le singole battaglie), così aspetto qualche giorno e poi richiamo.

  Alla Marta di turno chiedo quale sia il mio piano tariffario: in effetti è stato applicato lo sconto. Bene, ma non mi basta. Anche perché i limiti di sms e internet sono ancora quelli (fortemente) ridotti e non quelli del mio vecchio contratto, ovvero quello che io avevo acettato di prolungare.

Ricordate? Io ho in mano la LORO proposta di modifica contrattuale, che dice un'altra cosa, e poi SO che cosa è stato registrato quando abbiamo concluso il contratto, quindi anche se non ne sono attualmente in possesso, so che se dovessi chiedere il riascolto della registrazione, avrei ragione io.

  Quindi a questo punto decido che andrò avanti fino a che non adegueranno il piano in vigore a quello dell'offerta.

  Certo: volendo potrei "fare" l'avvocato, mandare una raccomandata, avviare la procedura di conciliazione, pensare di far causa però: intanto, come noto, Lu fijj d' lu scarpar' va ng' li scarp' rott' (= Il figlio del ciabattino va in giro con le scarpe rotte), secondariamente il tempo che mi porterebbe via preferisco dedicarlo ai miei clienti, terzo, sono curioso di vedere se è possibile risolvere la questione senza rivolgermi “a uno come me” :), e questo anche perché, quarto e ultimo motivo, ho intanto deciso che una volta terminata questa esperienza, la racconterò.

  A questo punto al ritmo di due chiamate a settimana (tipicamente il martedì e il venerdì) parlo con Enrico, Luisa, Paola e Matteo.

  Dimenticavo: giusto per non far calare la tensione ogni tanto scrivo su twitter (dove Vattelapesca ha un account ufficiale) lamentandomi di quel che sta accadendo.

  Per amore di verità devo dire che nel giro di qualche ora, ogni volta la segnalazione su twitter ha avuto effetto, nel senso quantomeno di essere contattato da qualcuno del servizio clienti. Da questo punto di vista nulla da dire sulla Customer Care.

  Arriviamo a dieci giorni fa: con il Procopio di turno riesco finalmente ad accordarmi perché riascoltino la registrazione (perché ci sia voluto un mese e mezzo, resta un mistero, ma non sottilizziamo: forse sapevano che avevo bisogno di una storia da raccontarvi, quindi magari mi tocca pure ringraziarli...).

  Così, aggiungendoci un sollecito di qualche giorno fa (quanto ci vuole per riascoltare una registrazione di 5 minuti???) arriviamo a ieri: è di nuovo Procopio a riconoscere che "lei aveva ragione". "Lo so, è due mesi che lo sto dicendo a non so più quanti suoi colleghi...".

  Ma citando Liam Neeson, alias Daniel, in  "Love actually" ("Come nei film, non è finita finché non finisce!") non era evidentemente ancora l'ora della parola fine.

  Il buon Procopio, che pure oramai è sanguinolento all'angolo, mi dice di trovarsi di fronte a un problema apparentemente insormontabile ovvero: "se io Le rimetto il suo vecchio piano tariffario, il sistema non mi 'prende' il telefono in omaggio".

  Sto per azzannarlo (telefonicamente, s'intende), visto che è lo stesso che mi ha dato per la prima volta in due mesi ragione, ma ha un sussulto: "mi lasci il tempo di pensare come posso fare, La richiamo domani".

  Ho fatto trenta, nel senso che è due mesi che aspetto di risolvere e converso con i vari tizi del callcenter, faccio anche trentuno e aspetto un altro giorno.

  Mi immagino che non ci avrà dormito, la notte.

  Fatto sta che mi richiama l'indomani ("Si ricorda di me?" - "Oh Procopio, son vecchio ma non ho ancora l'Alzheimer!") e a bruciapelo mi domanda: "ma Lei ci tiene così tanto ad aver il piano 'Asdrubale'?".

  Procopio non lo sa, ma è un uomo fortunato a non avermi davanti: "Non m'importa nulla del NOME, zio billy!, m'importa il CONTENUTO!"

  Sento Procopio tirare un respiro di sollievo.

  "Allora Le attivo il piano UANSGHEPS, che ha lo stesso contenuto del suo vecchio piano, e manualmente inserisco lo sconto per arrivare al prezzo che Le è stato offerto".

  Tanto ci voleva???

  Ma questa volta, se non altro, è finita davvero: due mesi, non so quante telefonate, quattro fax, alcuni tweet e messaggi diretti su twitter, ma ce l'ho fatta.

  Vediamo cosa possiamo ricavarne:

1) se ti fanno un'offerta fatti mandare qualcosa di scritto per conferma, PRIMA di stipularla. Se rifiutano, lascia stare. Tieni conto che se ad un certo punto dovrai rivolgerti ad un avvocato, se sei in grado di fornirgli della documentazione (ad es: mail, fax) proveniente dalla controparte sarà molto più probabile riuscire a raggiungere lo scopo;

2)  stai bene attento a quello che dicono durante la registrazione vocale, perché alla fine è quella che conta;

3) in caso di errore della compagnia telefonica, fallo notare il prima possibile;

4) armati di pazienza, insisti e insisti di nuovo: se hai ragione, hai ragione!


                                                                                           Renato Savoia

 

*In realtà, le fatture mi dicono che un paio di mesi ho superato la soglia di traffico, ma questa, porta pazienza, è tutta un'altra storia.