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Mediazione: e adesso decida la Corte (ma io dormir˛ lo stesso)

Materia: AttualitÓ - Fonte: Corte Costituzionale - 03.05.2012
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Abstract: Pubblica udienza fissata il 23 ottobre 2012



Conoscendovi come attenti lettori immagino che abbiate già letto uno dei mille (o forse più) titoli relativi alla fissazione della pubblica udienza per quel che concerne la questione di costituzionalità della mediazione.

 

Per chi si fosse perso la notizia, ecco il link al sito della Corte Costituzionale.

 

Ovviamente online le fazioni pro e contro mediazione si sono già scatenate a "leggere", ovviamente secondo i propri desiderata, tale fissazione di udienza. 

 

As usual, non mi tiro indietro nell'esprimere la mia opinione.

 

Che, volendo sintetizzare al massimo, potrebbe essere messa giù così: la Corte faccia un po' quel che gli pare! (che io dormirò lo stesso)

 

E adesso calma, che spiego.

 

Come noto (o forse no e quindi vale la pena ricordarlo) io sono anche un mediatore, nonchè referente di sede  di un organismo. Quale non ha importanza, in questa sede, e comunque non troverete mai su questo sito alcun riferimento dell'organismo in cui opero. E questo per una mia libera scelta di separare l'attività di avvocato da quella di mediatore.

 

Ciò premesso, per quel che riguarda la decisione della Corte io sto alla finestra: se venisse confermato l'obbligo di mediazione bene, se venisse eliminato l'obbligo bene lo stesso.

 

Ho lavorato per un decennio senza che esistesse l'obbligo di mediazione, e da poco più di un anno sono anche un mediatore: personalmente non mi fa differenza, e quindi, da questo punto di vista, non sono un partigiano.

 

Faccio però un paio di considerazioni, che per quanto ho appena detto spero mi crediate dettate non da interessi personali, ma dall'osservazione di quel che è successo e succede.

 

Anzitutto, visto che le decisioni della Corte, piaccia o no, sono anche "politiche", posto che chi decide non abita su Marte, io personalmente nutro qualche dubbio che si faccia saltare tutto l'impianto (e penso agli organismi di formazione, agli enti di mediazione eccetera) che si è creato attorno alla mediazione.

 

Inoltre, per l'ipotesi in cui la mediazione venga "abrogata": che succederà alla  giustizia già intasata, posto che volenti o nolenti bisogna riconoscere che, seppur in maniera molto più modesta rispetto a quanto entusiasticamente previsto dal ministero, un po' di controversie sono state definite in sede di mediazione? Diventeranno altre cause? Facile pensarlo, e non mi pare sia un successo.

 

A questo punto, peraltro, non resta che attendere l'autunno: chi vuole faccia il tifo, legittimamente in un senso o nell'altro.

 

Io, per questo giro, passo.

 

                                            Renato Savoia