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Proposte che servono davvero a "far funzionare la giustizia"?

Materia: -Attualità - Fonte: Fermare il Declino - 10.10.2012
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Abstract: Breve (vabbè, quasi) analisi delle proposte sulla giustizia civile di fermareildeclino.it



"Far funzionare la giustizia. Ecco come"

 

Di fronte a un titolo così, la reazione  è quella di domandarsi se quelli di "Fermare il Declino" hanno capito (e sarebbe la prima volta nel panorama politico degli ultimi ann) come affrontare seriamente il problema o se è soltanto un titolo pre-elettorale.

 

A questo punto, sono andato a leggermi cosa propongono.

 

Siccome ci sono molte cose che secondo me non vanno, oltre ad averle segnalate Le scrivo qui, pubblicamente, e anticipo che è mia intenzione di sottoporre prossimamente alla stessa attenzione le proposte che riguardano la giustizia (o meglio: la giustizia civile, che quella conosco!).

 

Personalmente oramai non m'importa più la provenienza delle idee, se da destra, sinistra, sopra o sotto: mi interessano le idee.

 

Se sono buone, lo dico.

 

Se sono così così, lo dico.

 

Se sono pessime, lo dico.

 

Naturalmente a giudizio mio (che non pretendo sia quello "giusto", per carità!).

 

Entrando nel merito della proposta di Fermare il Declino, anzitutto una premessa.

 

Mi pare ci sia una confusione di fondo, che è propria non solo di FiD ma un po' di tutti i commentatori, ovvero: gli avvocati in Italia sono troppi o troppo pochi?

La domanda non è di lana caprina, perché evidentemente a seconda della risposta cambia ciò che si vuole proporre.

Ciò a cui abbiamo assistito anche molto recentemente, infatti, è da un alto l'affermazione (e le modifiche normative degli ultimi tempi vanno in tal senso, e sarebbe interessante sapere la posizione di FiD su ciò) che si debba aprire l'accesso alla professione e la professione stessa.

Dall'altro l'affermazione che vi siano troppi avvocati, che sarebbero (con)causa del malfunzionamento della giustizia italiana.

E' evidente (a tutti, o forse no...)  che le due cose sono antitetiche.

E che gli avvocati sono (siamo) troppi.

Una riforma di sistema seria dovrebbe allora partire dall'università, prevedendo un percorso finalizzato solo a professione forense, magistratura e notariato.

Con l'occasione: sarebbe ora di modificare l'accesso a magistratura. Oggi come oggi chi supera l'esame spesso è uno che, magari bravissimo teoricamente, in tribunale non c'è mai stato.

Facciamo sì che possa accedere a magistratura solo chi è già avvocato. E magari avremo giudici che sanno come funziona il tribunale, avendolo vissuto almeno qualche anno dall'altra parte.

 

 

Entrando nel merito, mi pare che ancora una volta (e francamente da un movimento che pretende di essere qualcosa di nuovo mi aspettavo di meglio) si fraintenda tra causa ed effetto della lentezza della giustizia italiana.

La giustizia italiana non è lenta perché è ingolfata: è ingolfata perché è lenta.

Spiego.

Oggi come oggi un debitore, o un soggetto che non adempie alla propria obbligazione, sa perfettamente che prima che arrivi una sentenza, e po che venga eseguita, passeranno anni.

Che interesse ha quindi a darsi da fare per pagare il proprio debito o adempiere spontaneamente?

Viceversa, se sapesse che di qui a qualche mese ci sarà il provvedimento definitivo sarebbe molto più incentivato a "comportarsi correttamente" o quantomeno a conciliare la lite.

Il rapporto causa-effetto è esattamente il contrario di quello che FiD dipinge.


Sul "basso costo iniziale delle spese legali per promuovere una causa": considerati gli aumenti del contributo unificato degli ultimi tempi e il fatto che sono praticamente scomparse le cause cd. "esenti" è semplicemente una sciocchezza.


Il problema, piuttosto, è che spesso chi vince si trova con le spese legali compensate dal giudice.

Emblematico è il caso dei ricorsi contro la P.A.: perché ci sono così tanti ricorsi? Perché tanto si sa che si vinca o si perda quasi sempre (per Verona è la regola) il giudice di Pace di turno compensa le spese. 
In questo modo ottenendo due effetti altrettanto disastrosi: da un lato chi fa il ricorso "tanto per fare" non è disincentivato dal proporlo, e dall'altro chi ha serie ragioni e lo vince si sente comunque vessato dalla P.A., che non gli paga le spese di lite cui è stato costretto.

Insomma: nel suo picccolo un capolavoro!


E in tema di P.A. non vedo invece una proposta di assoluto buonsenso che  darebbe un po' di respiro: perchè non eliminare dall'ordinamento la norma dell'art.14 del D.L. 31/12/96, n.669 convertito convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1997, n.30 e mi riferisco cioè al fatto che in caso di titolo nei confronti della P.A. prima di poter intraprendere l'esecuzione occorre notificare il titolo e stare poi fermi ad aspettare per 120 giorni (sic!!!).

Perché?

Perché un movimento che si propone di "fermare il declino" non comincia a smantellare tutte queste norme vessatorie?


Ancora, riguardo a "gli avvocati dovrebbero essere disincentivati economicamente a promuovere cause futili o prolungare la durata dei processi".

Partiamo dalla fine: ma qualcuno davvero pensa che ancora oggi, nel 2012, ci sia qualche avvocato che è contento della durata dei processi?

Spesso, per non dire quasi sempre, l'avvocato è pagato alla fine e quindi una causa lunga vuol dire non incassare.


Quanto al fatto di "disincentivare economicamente", non mi sembra una buona partenza per un movimento che vuole sostenere la crescita fare alcunché che disincentivi l'economia, fosse anche quella dei tanto vituperati avvocati (che poi: questo tiro al piccione contro gli avvocati non fa neanche più notizia, visto che lo fanno tutti...).


Proprio in questo momento leggo di una proposta di modifica (del governo Monti, ovvero il governo più depressivo della storia italica): "All’articolo 91 del codice di procedura civile, il quarto comma é sostituito dal seguente comma: «I compensi liquidati dal giudice e posti carico del soccombente non possono superare il valore effettivo della causa. I compensi non comprendono le spese.»."

Mi chiedo: è questo che FiD ha in mente? Ci ha già pensato qualcun altro, allora....

E in ogni caso, perché allora non introdurre la stessa cosa per tutti gli artigiani: "il compenso non può superare il valore del pezzo riparato".?

E' una fesseria?

Sì.

Ma non meno di quella appena letta per gli avvocati.


Sull'asserito "miglioramento" della normativa sui filtri in appello e Cassazione: di grazia che vuol dire???

A me ricorda le affermazioni delle aspiranti missitalia: "voglio la pace nel mondo"...

Io di mere affermazioni di stile ne avrei anche abbastanza, sinceramente.


Processo civile telematico: sì tutto bello, tutto giusto.

Peccato siano le stesse cose che si sentono ripetere da 15 anni.

 

Pronunciare la sentenza con la lettura del solo dispositivo?
Toglietemi una curiosità: questa scelleratezza chi l'ha scritta?

Tanto vale introdurre il concetto per cui il giudice alzi il pollice o lo abbassi.

 

Infine, per non passare per mero disfattista, chiudo con tre proposte:
1) introdurre, sulla falsariga di quanto avviene in USA, l'obbligo di preventivo scambio della documentazione che si intende adoperare in giudizio, in modo che ciascuna parte sappia valutare a maggior ragione se vale o no la pena andare in giudizio. Visto che esiste la mediazione obbligatoria si potrebbe ad esempio prevedere che solo la documentazione prodotta in quella sede possa essere utilizzata nel successivo procedimento;

2) rimodulare la mediazione obbligatoria, nel senso di eliminare l'obbligo per i risarcimenti da incidente stradale (ove già sussiste uno spatium deliberandi a favore della compagnia assicurativa e prima del quale non si può fare causa e visto che l'esperienza dice che al 99,9% la compagnia assicurativa non si presenta in mediazione) e introdurre invece l'obbligo generale nei rapporti tra imprese (attualmente insussistente);

3) [lo so, è una proposta shock, ma il momento è grave e con i pannicelli caldi non si va da nessuna parte] lasciare il tribunale per le cause relative a diritti indisponibili e procedimenti sommari, e sostituire il primo grado con mediazione/arbitrato.



Ovviamente sono spunti di riflessione.



Ma forse vale la pensa pensarci.

 

Renato Savoia