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Buon Natale! (cordialmente, ma anche no)

Materia: Attualitą - Fonte: Renato Savoia - 23.12.2015
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Abstract: Pezzo natalizio



Oggi avrei dovuto scrivere il breve pezzo con gli auguri di Buon Natale e Buon Anno per i lettori (affezionati?) di questo sito.

 

Tre righe, auguri e via.

 

Invece, siccome "la vita è ciò che ti capita mentre fai altri progetti" (cit.) ieri sera, tarda, ho avuto questo scambio di tweet:

 

 

Ora, non conosco il prof. Fusaro, il cui curriculum peraltro mi sembra di tutto rispetto, non mi interessa (in questo caso, altre volte mi interessa moltissimo) la polemica personale e, lo dico chiaramente, non vado particolarmente fiero di aver sfoggiato il turpiloquio, che anzi evito volutamente sui social network, come chi mi segue da anni sa.

 

Prendo però spunto da questo, per un pezzo che vuole mettere in luce, a chi magari non ne ha conoscenza, cosa significa per un avvocato, e più in genere per un libero professionista, il periodo di Natale e di fine anno.

 

Perchè se per un dipendente, per esempio, la seconda metà di dicembre vuol dire tredicesima e, lunghe o corte, ferie, per un avvocato vuol dire:

 

a) pagamento della tredicesima alla segretaria e/o altri collaboratori dipendenti;

 

b) pagamento (entro il 27 dicembre) dell'acconto IVA, pari all'88% (alla faccia dell'"acconto"! Se io chiedessi ai miei clienti un acconto dell'88% riceverei, nella migliore delle ipotesi, una sonora risata. E invece lo Stato anticipa la scadenza del versamento, che dovrebbe essere, se fosse come negli altri trimestri, il 16 febbraio, al 27 dicembre e peraltro nella MOSTRUOSA misura dell'88%);

 

c) pagamento del saldo (pari al 50%) del contributo soggettivo e contributo integrativo alla Cassa Forense.

Lo capite, adesso, perchè mi è saltata la mosca al naso?

 

E lo capite perchè se decidete di non pagare il vostro avvocato a dicembre ma, poniamo, decidete di posticipare a gennaio, lo mettete in grossa difficoltà?

 

Lo capite che la fine dell'anno, tra chi per tutto l'anno ha procrastinato di affrontare i problemi e poi al 18 dicembre chiama l'avvocato per "risolvere entro Natale" (non c'è problema, di quale anno?), tra giudici dall'altra parte d'Italia che mettono termini che scadono l'8 gennaio (e giustamente il collega domiciliatario che ha tutto il diritto di farsi qualche giorno di vacanza mi ha chiesto la corsia di avere l'atto entro la fine dell'anno) e altre amenità del genere, è un periodo discretamente pesante per un libero professionista?

 

Giusto per essere chiaro: io so (per esperienza diretta, intendo) cosa vuol dire ricevere una busta paga, ricevere degli ordini, dover sottostare a persone che (in alcuni casi) non stimavo, fare straordinari non retribuiti, e via cantando.

 

Mi chiedo quanti abbiano conoscenza della vita del libero professionista, che per esempio non è fatta (generalmente s'intende, poi le eccezioni ci sono come in tutti i settori) di " avvocati che alzano il calice al cielo sentendosi Dio" (cit.), ma molto più prosaicamente di scadenze fiscali sempre più assassine, e di una vox populi che ti descrive come "colui che vuole tutti quei soldi per una lettera!"

 

Spero che queste poche righe non vengano scambiate per una stanca diatriba libero professionista-dipendente: non è così, e chi la intende cosi non ha capito nulla (e mi dispiace, ma non so cosa farci).

 

Concludendo: Buon Natale!

 

A chi ogni giorno "si mette l'elmetto in testa e scende in trincea"

A chi, nonostante tutto, sorride e va avanti

A chi rispetta il lavoro altrui (e qui devo mettere, fortunatamente, molti dei miei clienti)

A chi sa ancora dire: "grazie" per il lavoro svolto

A chi legge, spesso o talvolta, queste pagine.

A chi se lo vuole sentire dire.

 

Agli altri, cordialmente, ma anche no.

 

Renato Savoia